Design anni 50 e 60: l’Italia dal dopoguerra al boom economico

L’Italia uscita dalla guerra si è ritrovata al centro di una modernizzazione generale che ha investito diversi settori, tra cui quello dei trasporti, degli elettrodomestici e dell’arredo, simboli di una trasformazione da Paese agricolo a Paese industriale. Un rinnovamento che ha visto fiorire macchine utilitarie, scooter, macchine da caffè, elettrodomestici e oggetti di design, affermando così la figura del designer che fino a quel momento non era ancora stata ben definita.

La visione della casa cambia  e prende spunto dai primi prototipi suggeriti dalla Germania degli anni ’20 in cui tutto è diviso per funzioni e dove il gusto moderno trova radici. Il design degli interni investe sia quello degli elettrodomestici che quello dell’arredo ed è in questo momento che nascono oggetti ancora oggi prodotti e che hanno segnato il design italiano nel mondo. Tra questi pezzi di design troviamo la Superleggera di Gio Ponti, sedia in legno di frassino dal peso irrisorio di 1,7 kg, i televisori e le radio Brionvega progettati da Zanuso e Sapper, la Lampada Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, la poltrona Catilina di Dominioni.

Piccoli e grandi oggetti prodotti in serie con forme arrotondate e dai colori pastello, fioriscono nelle case delle famiglie medioborghesi. Sono gli anni dei frigoriferi della Smeg, delle macchine da scrivere della Olivetti, della Moka Bialetti, la poltrona Lady di Zanuso, prima poltrona imbottita in gommapiuma con struttura in metallo e poliuretano espanso, la poltroncina Margherita disegnata da Albini in giunco curvato, oppure sempre di Albini la libreria modulare Infinito.

Sono gli anni dove le industrie belliche trasformano la loro produzione in civile. Anni in cui l’Italia, presa da una sorta di rivalsa, si butta nella produzione a larga scala puntando sulla qualità del Made in Italy. Un tripudio dei materiali, dove plastiche, gommapiuma, acciaio e giunco. rappresentano una svolta nell’utilizzo. Materie che prima erano utilizzate nell’industria bellica e che riprendono vita per nuovi scopi proprio in questi anni. E’ proprio la qualità e la ricerca delle forme il punto di forza dei nuovi oggetti ancora oggi prodotti, cavalli di battaglia del Made in Italy conosciuti ormai in tutto il mondo.