Come rimuovere l’amianto

L’amianto è un materiale altamente nocivo per la salute dell’uomo, le fibre di cui è composto se inalate provocano tumori alle vie respiratorie. Dal 1994 sono vietate l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti realizzati interamente di amianto o solo in parte. La rimozione diventa quindi indispensabile per la salvaguardia delle persone, ma a questo punto è utile chiedersi come rimuovere l’amianto? Le ditte specializzate in rimozione dell’amianto mettono in atto tre procedure: la rimozione, l’incapsulamento e il confinamento.

La rimozione consiste nell’eliminazione delle lastre di amianto dai luoghi in cui è stato inserito; il personale specializzato ha il compito di operare mediante un apposito equipaggiamento protettivo, al termine provvederà a sostituire i materiali nocivi con materiali idonei. Con l’incapsulamento si intende il trattamento dell’amianto con materiali coprenti; non vi è alcuna rimozione ma una totale conservazione delle superfici affinché non si deteriorino o si disperdano nell’ambiente. Il confinamento permette di separare l’amianto con delle barriere protettive, la struttura sottoposta a questo processo deve essere prima attentamente controllata.

Nel caso dell’incapsulamento e del confinamento parliamo di procedimenti non definitivi, l’amianto resta all’interno della struttura e quindi il rischio che possa disperdersi nell’ambiente è alto. In seguito a incapsulamento e confinamento è indispensabile mettere in atto dei controlli peridodici che hanno lo scopo di verificare lo stato del materiale.